Trading sportivo: cos’è e come funziona

Trading sportivo: cos’è e come funziona #Trading

Partiamo subito con un’importante precisazione: il trading sportivo non ha nulla a che fare con il trading online. Quest’ultimo, infatti, è un’attività di intermediazione per la negoziazione a distanza di titoli o contratti finanziari, ed è proprio l’aggettivo “finanziari” che fa un’enorme differenza. Le attività di questo settore, soprattutto se rivolte a utenti privati, sono regolate e controllate da leggi ed enti specificamente preposti, sia a livello di Unione Europea (ad esempio l’ ESMA) sia a livello italiano (CONSOB, Banca d’Italia, etc.).
Il trading sportivo, invece, rientra nelle attività di gioco con vincite in denaro ed è soggetta a normative differenti che la riportano dell’alveo del monopolio statale. Infatti, lo Stato italiano è l’unico che, attraverso l’ADM (Agenzia Dogane e Monopoli, che nel 2012 ha incorporato l’AAMS) può concedere una concessione a chi vuole offrire a utenti privati la possibilità di fare scommesse con cui è possibile vincere o perdere soldi.
Non inganni, quindi, l’uso del termine “trading” (ovvero commercio, negoziazione), perché quando si parla di “trading online” si parla soltanto di finanza, non di scommesse. Tanto è vero che la legge che regola il trading sportivo (Decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze del 18/03/2013 n. 47) lo definisce in modo chiaro come attività di “scommesse a distanza a quota fissa con interazione diretta fra giocatori”, sportive e non sportive.

Trading sportivo e trading online

Il fatto che in questa rubrica venga realizzato un articolo su un’attività non prettamente finanziaria ha però un motivo. Ed è che la normativa del 2013 ha introdotto nel settore delle scommesse una grande novità, applicando ad esso tecnologie e modalità già ampiamente sfruttate per il trading online. Non solo, ma nel trading sportivo, così come nel trading online, è possibile sviluppare metodologie operative e di analisi per ottimizzare la gestione del flusso di capitali utilizzati. Due settori diversi, quindi, ma con lo stesso modo di operare: intermediari autorizzati (in questo). Quanto ai rischi, anche il trading sportivo è ovviamente estremamente rischioso e per avvicinarvisi è necessario avere robuste e consolidate conoscenze del tipo di sport su cui si va a scommettere. Non basta, quindi, essere tifoso di una squadra e aver visto qualche partita di calcio o di basket per fare trading sportivo.

Quote e scommesse

Per capire il funzionamento del trading sportivo è necessario descrivere brevemente come funzionano le scommesse in Italia (ci riferiamo ovviamente soltanto ai servizi legali e autorizzati dall’ADM). È possibile scommettere su diversi sport, ma prendiamo l’esempio di quello più diffuso nel nostro Paese, il calcio. Si può scommettere sul risultato finale, a partita conclusa, ma anche live, cioè durante l’incontro, sui risultati parziali o sui gol realizzati in un dato momento. Il bookmaker, ovvero il concessionario, raccoglie le scommesse di tutti i giocatori (la domanda e l’offerta, o meglio quanto i giocatori scommettono sull’andamento positivo o negativo dell’evento) e con esse fornisce delle quote, che vengono aggiornate costantemente: quota 1 significa che chi punta 1 può vincere 1, quota 2 che chi punta 1 può vincere 2, e così via, e il bookmaker paga. Chi perde, perde ciò che ha scommesso, un po’ come accade con le opzioni binarie o con certi tipi di opzioni, e il bookmaker incassa.

Come funziona il trading sportivo

Con il trading sportivo, il bookmaker non è più intermediario diretto ma, su una piattaforma online (simile a quelle usate per il trading sui cambi) vengono messe le quote di uno specifico evento, che si modificano secondo per secondo. Ecco perché quando si parla di trading sportivo si intende scommesse a quota fissa (su specifici livelli) tra giocatori connessi tra loro online. Il “trader sportivo” può “puntare” una quota oppure “bancare” una quota. Cosa significa? Puntare è semplice, vuol dire aderire a una proposta. Se l’evento su cui si vuole scommettere è il risultato finale di un incontro, è possibile scommettere che una squadra vincerà, pareggerà o perderà. Se la squadra è data come favorita, la quota sarà bassa perché la probabilità di vincere è alta, quindi il rischio sarà minore, e viceversa. Nell’esempio fatto sopra, se la quota è 1,5 chi vi aderisce, ha la possibilità di vincere 2 volte ciò che ha puntato. Nel caso la squadra non sia favorita la quota potrebbe essere più alta – per esempio 10 – quindi si avrà meno possibilità di vincere, ma un più alto guadagno in caso di vincita. Bancare, invece, significa farsi carico di una quota come se si fosse un bookmaker, quindi se la quota è 2, chi vince incassa 1 (cioè ciò che vince chi punta 1), in caso di perdita ci si rimette 2 (cioè ciò che perde chi punta 1). Ciò significa che bancare quote alte (ad esempio, 10 o 20) può comportare la possibilità di ingenti perdite.

Strategie di trading sportivo

Poiché è possibile operare sulle piattaforme di trading sportivo anche durante gli incontri (live), alcuni esperti del settore sostengono che si può parlare di scommessa quando si punta prima e si attende il risultato, ma si deve parlare di trading quando si negoziano le quote in tempo reale prima della fine dell’incontro. Si tratta comunque di due strategie diverse ed è fuor di dubbio che la seconda è quella che più si avvicina a una sorta di trading online intraday.
Si può infatti puntare (o bancare) una quota ma poco dopo uscire dalla posizione quando ci si accorge che la situazione dell’incontro sembra andare contro le nostre previsioni, oppure si può contemporaneamente puntare e bancare una quota per una strategia cosiddetta green up (scommettendo sull’assenza di variazioni di punteggio dell’incontro).

Esempio di piattaforma di trading sportivo. Al centro il “book” con le quote a favore (back, in azzurro) e contrarie (lay, in rosa) all’evento indicato nella colonna di sinistra. Nel riquadro a destra gli ordini inseriti.

 

di Andrea Fiorini