Bande di Bollinger: tutto quello che devi sapere

Bande di Bollinger: tutto quello che devi sapere #Trading

Gli indicatori vengono utilizzati in analisi tecnica per comprendere come gestire al meglio le posizioni sulla base dell’analisi dell’andamento passato del titolo o dei titoli considerati. Non si tratta quindi di “prevedere” il futuro, ma di prepararsi in modo adeguato ai possibili scenari multipli che si potranno presentare.
Partendo ovviamente dal prezzo, indicatori e oscillatori prendono in considerazioni algoritmi o variabili diverse per supportare trader e analisti nelle differenti situazioni di mercato, come per esempio le fasi laterali, le fasi rialziste o ribassiste, le fasi ad alta volatilità e così via.
Per quanto riguarda l’utilizzo della volatilità come riferimento per l’analisi grafica è uno dei punti di forza delle Bande di Bollinger, indicatore sviluppato dall’analista statunitense John Bollinger all’inizio del XXI secolo.

Per comprenderne il significato e, quindi, il suo ambito di utilizzo, è necessario avere presente il concetto di “deviazione standard”, che in statistica serve a stimare la variabilità di una variabile casuale e che, semplificando, identifica l’area in cui, con maggiore probabilità, si concentrano i dati a disposizione rispetto a un valore di riferimento (benchmark), nel nostro caso il valore del prezzo di un titolo sul grafico per ogni unità di tempo (time frame orario, giornaliero, settimanale, etc.).

Ciò che ha fatto Bollinger, è stato quindi sfruttare il concetto di volatilità di un titolo (che emerge appunto dall’analisi della deviazione standard) per ideare un indicatore basato su una normale media mobile a cui viene poi aggiunta e sottratta la deviazione standard (calcolata con una formula nota), quest’ultima però moltiplicata per un fattore determinato.
Graficamente, quindi, le Bande di Bollinger appaiono come due linee ondulate che “avvolgono” la linea del prezzo del titolo superiormente e inferiormente, seguendola in tutte le sue evoluzioni, creando quindi una “fascia”. Esattamente alla stessa distanza tra le due linee vi è poi la linea mediana della media mobile sulla quale vengono calcolate le Bande.

I parametri di Bollinger

Ma quali sono i parametri standard di questo indicatore? L’autore, nel suo libro “Bollinger on Bollinger Bands” (in italiano “Il trading con le bande di Bollinger”, Ed. Trading Library) indica 20 giorni per la media mobile e 2 come fattore di moltiplicazione della deviazione standard, pur con sempre possibili personalizzazioni. Bollinger indica poi la possibilità di modificare la periodicità su cui viene calcolata la media mobile, che però non dovrebbe mai essere superiore a 50 e inferiore a 10, adattando di conseguenza anche il fattore di moltiplicazione; volendo invece modificare ulteriormente la media mobile, è preferibile variare il time frame utilizzato.
Inoltre Bollinger sconsiglia di utilizzare le Bande isolatamente, suggerendone l’integrazione con altri tra cui il volume normalizzato, la forza relativa (RSI) o l’ampiezza di banda; altri analisti suggeriscono di eseguire le indicazioni fornite dalle Bande in ritardo, per esempio sulla candela successiva a quella del segnale.

Quali segnali fornisce

La distanza tra le bande superiore e inferiore è la misura della volatilità, che quindi tende a crescere e a diminuire continuamente. Il rapporto tra linea del prezzo e bande determina l’indicazione della tendenza, ovvero se vi siano probabilità di cambiamento di trend.
Immaginando di osservare l’andamento del prezzo di un titolo sul grafico su cui sono state applicate le Bande di Bollinger, si avrà un segnale di acquisto quando il prezzo perfora la banda inferiore e immediatamente ritorna all’interno delle Bande stesse, mentre al contrario si avrà un’indicazione al ribasso quando il prezzo supererà la banda superiore per poi ritracciare e rientrare nelle Bande. Le due Bande, quindi, vengono in pratica utilizzate come supporto e resistenza dinamiche. L’integrazione con altri indicatori si rende necessaria perché le Bande segnalano il momento di inversione, ma non danno indicazioni certe relativamente alla continuazione della tendenza in atto. E se questa non si consolida si ha un falso segnale di non facile interpretazione. Le Bande vengono utilizzate soprattutto nell’analisi di fasi laterali o di breve periodo e, ovviamente, per l’analisi della volatilità come fattore importante nella preparazione di significative evoluzioni di trend.

Figli delle bande di Bollinger

Le Bande di Bollinger sono state utilizzate per lo sviluppo di altri indicatore “figli”. Ad esempio, il Bollinger Bandwidth, che ne misura l’ampiezza di banda. Cosa significa e, soprattutto, che informazioni fornisce?
Partendo da quest’ultima domanda, il BB fornisce una misura relativa della volatilità e consente di quindi confrontare titoli con volatilità differente. È calcolato con una formula molto semplice: valore della banda superiore meno il valore della banda inferiore il tutto diviso per il valore della linea mediana (cioè la media mobile utilizzata). Confrontando il suo valore con l’andamento passato, fornisce indicazioni importanti sui momenti di bassa volatilità, che quindi possono essere monitorati in attesa di eventuali squeeze (esplosioni improvvise di volatilità) o di inversione di tendenza.
Un altro indicatore legato alle Bande è il %B, il cui risultato è la posizione del prezzo rispetto alle Bande stesse. La sua formula è prezzo del titolo meno il valore della banda inferiore, il tutto diviso per la differenza tra banda superiore e banda inferiore. Questo indicatore è utilizzato soprattutto per l’automatizzazione delle attività di elaborazione dei dati, ad esempio nei trading system.

di Andrea Fiorini