Il trading algoritmico: definizione, vantaggi e svantaggi

Il trading algoritmico: definizione, vantaggi e svantaggi #Trading

L’illusione di ogni trader è quella di operare sui mercati senza sforzo e con qualche “magico” sistema che gli consenta di guadagnare rapidamente. Di pura illusione si tratta, appunto, e una parte della responsabilità nel crearla forse ha avuto anche il trading algoritmico o, meglio, la fama e gli stereotipi che circondano questa modalità di approccio ai mercati.

Trading algoritmico: definizione

L’aggettivo “algoritmico” indica un procedimento (matematico, ma non solo) col quale è possibile arrivare a un risultato attraverso una serie definita di passaggi logici.

Nel caso del trading online, algoritmico definisce la creazione di processi informatici che consentono l’identificazione di livelli di prezzo a cui negoziare strumenti finanziari, processi che si basano sui principi e sugli strumenti dell’analisi tecnica, tra cui indicatori e oscillatori.

Ovviamente ciò può avvenire in quanto il sistema acquisisce e rielabora i dati di borsa in tempo reale. Bisogna però distinguere due importanti settori di applicazione del trading algoritmico: quello degli intermediari finanziari e quello dei trader (clienti degli intermediari).

Due settori di applicazione del trading algoritmico: intermediari finanziari e trader

Gli intermediari finanziari, attraverso i propri sistemi automatizzati, operano con intensità più o meno elevata movimentando grosse masse di capitali, avendo quindi la capacità di influenzare l’andamento dei mercati.

Quando l’operatività automatizzata è molto intensa, si parla di “negoziazione ad alta frequenza” (Hi-frequency trading o HFD); l’utilizzo esasperato dell’HFD ha portato molte autorità di vigilanza in tutto il mondo a regolamentare questa attività in modo più severo. Non ultima l’UE attraverso l’aggiornamento della direttiva sui mercati finanziari (MIFID), con l’introduzione, dal 1° gennaio 2018, della MIFID II e del regolamento MIFIR.

Il trading algoritmico degli investitori privati (trader), non è invece soggetto a una specifica regolamentazione. Per i trader, il trading algoritmico è quindi un tipo di operatività alternativo al trading discrezionale (cioè basato sulle scelte soggettive del trader, sulla sua competenza ed esperienza), ma le due modalità possono integrarsi nella pratica, ove il primo può fungere da supporto al secondo.

Il trading algoritmico secondo la MIFID II

La MIFID II definisce la negoziazione algoritmica come “la negoziazione di strumenti finanziari in cui un algoritmo informatizzato determina automaticamente i parametri individuali degli ordini, come ad esempio l’avvio dell’ordine, la relativa tempistica, il prezzo, la quantità o le modalità di gestione dell’ordine dopo l’invio, con intervento umano minimo o assente, ad esclusione dei sistemi utilizzati unicamente per trasmettere ordini a una o più sedi di negoziazione, per trattare ordini che non comportano la determinazione di parametri di negoziazione, per confermare ordini o per eseguire il regolamento delle operazioni”. Inoltre, sempre la MIFID II prevede che i mercati siano dotati di “sistemi, meccanismi e procedure efficaci” per monitorare gli ordini generati da sistemi algoritmici e gestirli in caso di anomalie.

Il trading algoritmico per i trader

Per i trader, il trading algoritmico si concretizza per o più sotto forma di trading system, ovvero di script (documenti scritti in specifici linguaggi di programmazione) che le piattaforme operative, come la piattaforma T3 di Webank, sono in grado di interpretare ed eseguire al verificarsi delle condizioni inserite. Solitamente le piattaforme evolute hanno al proprio interno un sottoprogramma che consente lo sviluppo in proprio di trading system, ma è anche possibile importare trading system di terzi.

Vantaggi e svantaggi del trading algoritmico

Il trading algoritmico non assicura guadagni certi. I sistemi, infatti, non sono in grado di correggere gli errori di programmazione o di adeguarsi a fasi di mercato improvvise e completamente diverse da quelle per cui sono stati realizzati. In futuro potrebbero essere dotati di intelligenza artificiale, ma ciò che accade ora è che i sistemi automatizzati devono essere costantemente sorvegliati e aggiornati per verificarne il corretto funzionamento. E ciò può essere fatto solo da chi ha una buona conoscenza del loro “cuore”, cioè del linguaggio di programmazione in cui sono scritti (es. Easylanguage, MQL) e delle condizioni con cui sono stati impostati.

Tra i punti di forza dell’utilizzo del trading algoritmico c’è la possibilità di eliminare lo stress da negoziazione dovuto all’attività di attento monitoraggio delle situazioni di mercato e degli ordini, e questo perché il trading system elimina l’approccio emotivo/soggettivo al mercato sostituendolo con regole ferree. Tuttavia, non si deve pensare che l’utilizzo della negoziazione algoritmica non abbia alcun impatto psicologico su chi lo applica.

Se il sistema è sviluppato in proprio, vi può essere un periodo di ansia dovuto allo sviluppo e all’incertezza circa la sua reale efficacia, seguito da un periodo di back test (applicazione su dati di borsa di periodi del passato) che darà sì indicazioni sul trading system, ma che non potranno essere considerate definitive visto che non si tratta ancora di applicazione su dati in tempo reale.

L’utilizzo di sistemi di trading automatizzato di altri può eliminare questa fase, ma aggiungerà la diffidenza verso sistemi di cui non si conosce il “cuore” reale. Il “varo della nave” nel mare del mercato, poi, porterà a fasi altalenanti di conferma e smentita dei risultati attesi, con l’incertezza sulla necessità e la modalità di modifica del trading system stesso.

Infine, la presa di coscienza di quella che viene chiamata la “decadenza” del trading system, ovvero la progressiva riduzione della sua efficacia, è un processo psicologico non facile da affrontare, poiché significa rendersi conto di aver lavorato tanto per poco o per niente.

In conclusione

Il trading online, quindi, che sia trading discrezionale o algoritmico, deve essere comunque supportato non solo da competenza e conoscenza dei meccanismi di funzionamento di mercati, strumenti e piattaforme, ma anche da un approccio psicologico tanto solido quanto umile ed elastico.

 

di Andrea Fiorini