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Ordini condizionati, cosa sono e come usarli

20/11/2019

Gli ordini che vengono inviati al mercato dal trader sono di due tipi: le applicazioni (o ordini al meglio), se non hanno alcun tipo di condizione (salvo ovviamente il nome del titolo da negoziare e la quantità), e le proposte di negoziazione (PDN), se sono invece accompagnati da qualche condizione aggiuntiva.

Le applicazioni vengono eseguite non appena arrivano sul trading book in quanto non prevedono nemmeno un limite di prezzo, quindi vengono eseguite (applicate, appunto) al miglior prezzo disponibile al momento, qualunque esso sia.

Le proposte di negoziazione, invece, proprio perché portano con sé specifiche condizioni, vengono eseguite soltanto se le condizioni stesse vengono soddisfatte.

Quando però si parla di ordini condizionati ci si riferisce a uno specifico tipo di proposte di negoziazione, caratterizzato da un automatismo che porta a vendere o comprare un titolo quando vengano raggiunti i livelli di prezzo indicati.

Gli ordini condizionati assumono denominazioni diverse a seconda di come vengono posizionati. In particolare, ipotizzando che il prezzo di un titolo si muova in una direzione costante, gli ordini stop (o stop ordersono piazzati a un livello superiore rispetto a quello corrente (buy stop per l’acquisto, sell stop per la vendita) per sfruttare la continuazione del movimento, mentre gli ordini limit (o limit order) sono piazzati a prezzi inferiori (buy limit e sell limit) per intercettare eventuali inversioni del movimento stesso.

Inoltre questi tipi di ordini possono essere considerati stop loss (blocca-perdite) o take profit (presa di profitto) sulla base della strategia utilizzata.

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Ordini condizionati: a cosa servono e come funzionano

Gli ordini condizionati sono un aiuto per il trader poiché servono a proteggere le posizioni aperte da movimenti di prezzo indesiderati. Inoltre possono essere utilizzati per attuare anche complesse strategie operative.

Quando si apre una posizione (cioè si invia un ordine in borsa che diventa visibile sul book), è sempre consigliabile far sì che questo porti con sé un stop loss. Questo vuol dire che l’ordine dovrebbe essere inviato con la condizione di chiudere la posizione quando il titolo inizia a scendere e tocca un determinato livello.

Psicologicamente, infatti, i trader tendono a non voler chiudere le posizioni in perdita, ma questo, statisticamente rischia di incrementarle in modo drastico: lo stop loss aiuta quindi ad attuare una scelta razionale ma emotivamente difficile.

Il take profit serve invece a incassare quanto guadagnato con la crescita di un titolo senza aspettare che il prezzo salga ulteriormente e che il rischio di un’inversione cresca troppo. Anche in questo caso, i trader di solito tendono erroneamente a seguire il più possibile la salita del prezzo sperando di guadagnare sempre di più, senza considerare l’incremento del rischio.

Vi sono piattaforme per il trading online che consentono di utilizzare più ordini sottoposti alla stessa condizione (ordini multipli). Tra questi troviamo gli OCO (ordine cancella ordine), che consente di eliminare uno di due ordini quando l’altro viene eseguito, o il suo opposto OTO (uno attiva l’altro).

Sul server del broker o della borsa

Quando si costruisce un ordine da inviare in borsa, questo passa prima di tutto attraverso i server del proprio broker online, che ne verifica la correttezza tecnica e l’esistenza dei requisiti finanziari necessari (il conto è attivo, i soldi sul conto ci sono, l’ordine rispetta le condizioni contrattuali, vi sono i permessi per determinati tipi di attività, etc.).

Successivamente viene inviato ai server del mercato, che per regolamento mette a disposizione degli intermediari un determinato set di ordini condizionati, variabili da mercato a mercato. Questo spiega come mai alcuni broker hanno potuto introdurre tipi di ordini condizionati che i mercati non offrono: li gestiscono sui propri server, assumendosi il rischio della gestione della condizione (non dell’ordine in sé).

In questo modo è possibile avere a disposizione anche ordini condizionati di tipo nuovo, come gli at market if touch (ordine di negoziazione al meglio al raggiungimento di un livello di prezzo) e i trailing stop, che non scattano al raggiungimento di un livello di prezzo ma di una variazione del prezzo corrente in percentuale o in valore assoluto, seguendo quindi l’andamento del prezzo in modo dinamico fio a quando la variazione resta costante.

Gli ordini condizionati, infine, possono avere regole di utilizzo diverse a seconda dello strumento finanziario su cui vengono utilizzati.

Come usare gli ordini condizionati

Le strategie più semplici prevedono l’utilizzo di singoli ordini condizionati stop loss o take profit, ma grazie agli OCO e agli OTO è possibile costruire strategie più articolate. Di fatto OCO e OTO sono già di per sé strategie.

Per esempio, per sfruttare i breakout (cambi di direzione con uscita da una determinata fase di mercato), una volta identificati i livelli a cui pensiamo che la direzione possa modificarsi (supporti e resistenze) piazzeremo, legandoli con un ordine OCO, buy stop e sell stop rispettivamente al di sopra della resistenza e al di sotto del supporto: se la direzione di uscita del prezzo dalla fase precedente sarà quella da noi prevista, potremo negoziare in guadagno, al contrario potremo chiudere con perdite limitate, e lo scattare di una delle due condizione cancellerà l’altra.

Se invece la nostra strategia ipotizza che la fase attuale continui, per sfruttarla dovremo incrementare la posizione a determinati livelli ma alleggerirla o chiuderla se venissimo smentiti dai fatti. In questo caso potremmo piazzare un buy limit sotto il supporto e un sell limit al di sopra della resistenza, sempre legati dalla condizione “un ordine cancella l’altro”.

La condizione OTO può invece essere usata per attivare determinate condizione qualora venga raggiunto un livello ipotizzato. Ciò significa che, nel momento in cui la nostra strategia verrà confermata dal movimento del prezzo scatteranno stop loss o take profit a protezione dei successivi livelli previsti.

Alcune piattaforme evolute consentono infine di impostare ordini condizionati legati al prezzo di uno strumento diverso da quello che si sta negoziando. Quindi è possibile inserire ordini che scattino nel momento in cui il prezzo di un altro strumento soddisfi specifiche condizioni.

di Andrea Fiorini

 

 

 

L’articolo è di carattere divulgativo aggiornato alla data di pubblicazione. Per conoscere l’offerta della Banca consulta l’area Prodotti.

 

 

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