Money muling: cos’è e come difendersi

Money muling: cos’è e come difendersi #ContoCorrente

Il money muling è una pratica finalizzata al riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite, in particolar modo frodi informatiche e campagne di phishing. Per riciclare il denaro sporco la criminalità organizzata si serve di persone che sono reclutate con vari espedienti, spesso ignare dell’illegalità delle pratiche, e che vengono chiamate money mules.

Scopriamo chi sono e in cosa consiste il raggiro.

Chi sono i money mules

Dopo aver ottenuto illegalmente delle somme di denaro mediante truffe online, i criminali hanno bisogno di far apparire tali profitti come leciti. Attraverso annunci online, offerte di lavoro apparentemente normali, social media o contatti diretti, i truffatori reclutano delle persone appunto ignare, spesso in cerca di lavoro o in difficoltà economiche. I money mules offrono la propria identità per l’apertura di nuovi conti correnti, sui quali viene versato il denaro ricavato dalle frodi informatiche. Queste somme vengono quindi trasferite sui conti bancari dei criminali dai mule, che vengono retribuiti per l’attività svolta con delle provvigioni.

Spesso i money mules non sono consapevoli dell’illegalità di queste pratiche e pensano di svolgere un lavoro regolare. In realtà commettono un reato grave e favoriscono attività criminose come il traffico di droga e le frodi online. I muli sono quindi delle vittime, ma al tempo stesso favoriscono questi illeciti, diventando complici dei criminali.

Segnali a cui prestare attenzione per non cadere nella trappola

Prestando attenzione ad alcuni segnali, è possibile difendersi dalle minacce del web e smascherare i tentativi di raggiro.

Per reclutare money mules, gli annunci di lavoro sono spesso utilizzati come esca. Bisogna essere molto cauti quando non viene richiesta una particolare competenza o esperienza, oppure quando il lavoro viene descritto in modo poco chiaro, ma si specifica che dovrà essere usato il conto corrente del lavoratore per effettuare transazioni di denaro.

Bisogna sempre diffidare di tutti quegli annunci che promettono di guadagnare soldi facili, soprattutto se provenienti da social network, email o contatti inaspettati tramite applicazioni di messaggistica istantanea.

Le email sospette spesso contengono errori grammaticali o di sintassi e provengono da indirizzi di posta elettronica riconducibili a società di web service e non a un dominio di una società specifica.

In caso di ricezione di un’email sospetta, non si deve mai cliccare sui link e occorre cercare informazioni più precise sulla società che propone l’offerta. Inoltre, non bisogna mai fornire i propri dati bancari a sconosciuti.

Chiunque ritiene di essere coinvolto in una truffa come money mule, deve contattare immediatamente la propria banca per bloccare il trasferimento di denaro. Bisogna quindi rivolgersi alle forze dell’ordine per segnalare l’accaduto.

L’operazione EMMA 2 per contrastare il money muling

Per combattere questo fenomeno è stata avviata una campagna di sensibilizzazione e prevenzione, denominata EMMA 2 (European Money Mules Action), la cui forza si basa sul presupposto che il migliore strumento per prevenire queste pratiche illegali è l’informazione. La campagna è supportata da articoli informativi pubblicati su vari siti , video e infografiche, il cui effetto è stato amplificato grazie all’utilizzo dei social network da parte dei partner aderenti all’iniziativa.

L’operazione EMMA 2 è finalizzata a creare la consapevolezza che essere un money mule è un reato punito severamente, perché favorisce attività criminali molto gravi. Inoltre la campagna mira anche a informare adeguatamente gli utenti in merito a tutti gli accorgimenti da adottare per non cadere nel tranello del money muling.

L’operazione EMMA 2 è coordinata da Europol e vede attivamente impegnata la Polizia di Stato insieme alle forze dell’ordine di altri 16 Paesi europei. Diverse aziende operanti nel settore bancario e finanziario hanno aderito alla campagna di sensibilizzazione, mettendo a disposizione i propri siti web e altri canali di comunicazione per raggiungere un pubblico più vasto.

Anche Webank e il gruppo BPM prendono parte all’operazione EMMA 2, offrendo supporto alle forze dell’ordine per smascherare le truffe e identificare i money mules,informando i propri utenti su come difendersi dal money muling. Attraverso l’hashtag #dontbeaMule su Facebook e Twitter, Webank e il Gruppo BPM forniscono informazioni concrete per reagire ai tentativi di frode online, offrendo ai propri utenti tutti gli strumenti necessari per non diventare vittime di queste pratiche illegali.

Aiutaci a diventare la tua banca ideale proponendoci la tue idee, consigliandoci dei miglioramenti o suggerendoci le funzionalità che ti piacerebbe poter sfruttare.

biancl • 12/01/2016

E' possibile avere nel sito e nell'app mobile un contatore per sapere quanto è possibile spendere ancora mensilmente con il bancomat?

Partecipa anche tu