Tassi di interesse e obbligazioni: quale relazione li lega?

Tassi di interesse e obbligazioni: quale relazione li lega? #Investimenti

Dopo aver spiegato cosa sono le obbligazioni e quali sono le loro principali caratteristiche è importante chiarire la relazione che esiste tra le obbligazioni e i tassi d’interesse.

Il tasso di interesse è il costo del denaro. Rappresenta contestualmente due cose:

  1. il prezzo necessario a convincere coloro che hanno a disposizione denaro contante a rinunciare a spenderlo subito e a prestarlo a qualcun’altro;
  2. la ricompensa per il rischio che il debitore, cioè chi emette l’obbligazione, non onori a scadenza il debito – cioè non paghi quanto dovuto in termini di capitale e interessi.

Perché i tassi d’interesse si muovono?

Il costo del denaro, il tasso di interesse, non è sempre uguale, ma si muove nel tempo, seguendo la legge della domanda e dell’offerta. Non esiste un unico motivo per cui domanda e offerta di denaro variano di continuo, ve ne sono molteplici.

Schematizzando la situazione, possiamo dire che sul mercato del denaro sono presenti due forze ben distinte:

  1. da un lato i risparmiatori, cioè coloro che hanno del denaro da parte e cercano opportunità di investimento;
  2. dall’altro coloro (imprese, Stati Sovrani, individui) che hanno bisogno di denaro per finanziare i propri progetti.

Queste due forze non sono uguali e, a seconda dell’intensità dell’una o dell’altra, i tassi di interesse possono salire o scendere mettendo così in equilibrio il mercato del denaro (cioè del credito), regolato dalla classica legge della domanda e dell’offerta.

Quando i tassi salgono e quando scendono

Solitamente i tassi di interesse tendono a salire quando ci si trova in una fase di crescita economica. In questa fase le persone, spinte dall’ottimismo del contesto, sono portate a chiedere più credito, per esempio per comprare una casa o una macchina. Oppure, nel caso di una società, il denaro viene utilizzato per ampliare l’attività ed effettuare investimenti produttivi, ad esempio in nuovi macchinari. Quando c’è tanta domanda il prezzo inevitabilmente sale: proprio ciò che si verifica sul mercato del credito, con il tasso di interesse che viene spinto al rialzo.

Viceversa, nei periodi di crisi, quando la domanda di credito scende ai minimi, i tassi d’interesse si spostano verso il basso.

Anche la percezione del rischio del debitore ha un ruolo nella determinazione dei tassi di interesse. Più aumenta il timore che il debitore non sia in grado di ripagare i creditori e più il costo del denaro aumenta. Per esempio, durante la crisi della zona euro i tassi dei titoli di Stato greci, spagnoli, italiani e portoghesi erano saliti proprio per questo motivo.

Prezzi delle obbligazioni e tassi d’interesse sono legati da una relazione inversa

Il prezzo di un’obbligazione è legato all’andamento dei tassi di interesse. Più precisamente, all’aumentare dei tassi di interesse, il prezzo del titolo obbligazionario scende e viceversa. Perché?

Vediamo un esempio che chiarisce questa relazione inversa. Ipotizziamo di comprare oggi un’obbligazione che presenta una cedola annua del 2%, valore nominale e prezzo di acquisto pari a 100. Il 2%, che l’obbligazione renderà ogni anno, è il tasso di interesse di mercato per la stessa scadenza dell’obbligazione. Immaginiamo ora che la banca centrale europea decida di tagliare i tassi all’1,5%. La nostra obbligazione continuerà a pagarci il 2% annuo in quanto stabilito dal prospetto del titolo. Ma questa remunerazione è più elevata del tasso all’1,5%. Molti allora vorranno acquistare il titolo con cedola al 2%: dunque la domanda crescerà e, a parità d’offerta, il prezzo dell’obbligazione salirà.

Riassumendo, i tassi sono scesi e il prezzo dell’obbligazione è salito. Il ragionamento ovviamente va ribaltato in caso di aumento dei tassi: si tratta, in sostanza, del mercato che ritrova il suo assetto.

di AdviseOnly