Che cos’è la strategia d’investimento momentum

Che cos’è la strategia d’investimento momentum #Investimenti

“Momentum”. Quante volte avete sentito o letto questa parola in riferimento alle strategie di investimento? Si dice “strategia Momentum”: ma quanti sanno cosa significa? E che cos’è l’indicatore Momentum invece? La strategia Momentum è una delle strategie adottate dai gestori e dagli investitori stessi, basata sull’idea che una certa tendenza – sia essa positiva o negativa – sia destinata a persistere nel breve-medio termine.

Insomma, secondo la strategia Momentum gli investimenti con una buona performance tenderanno a continuare a performare bene, mentre quelli che presentano una brutta performance proseguiranno verosimilmente lungo questa cattiva strada. Persistenza del trend e inerzia della performance sono alla base del Momentum.

Momentum relativo o assoluto

L’indicatore Momentum può essere:

  • relativo: se considero il mio titolo in relazione agli altri del medesimo settore (ad esempio: finance) e punto sul fatto che se il mio titolo sta sovraperformando rispetto ai titoli del medesimo settore, allora continuerà, con ottime probabilità, a performare meglio rispetto agli altri
  • assoluto: se considero il mio investimento in relazione solo a se stesso e punto sul fatto che se sta performando bene, continuerà verosimilmente a farlo

Questa differenza è valida sia in casi di performance positive come descritto poco sopra sia in caso di performance negative (e cioè col titolo che sottoperforma rispetto agli altri o rispetto a se stesso).

La differenza principale tra le due versioni dell’indicatore Momentum è la possibilità (o meno) di un confronto con altri investimenti per decidere se un certo investimento ha un Momentum forte oppure debole.

Sono assunti che potrebbero essere facilmente messi in discussione: non a caso, i prospetti informativi dei prodotti di investimento riportano la dicitura “le performance passate non sono indicative di quelle future”. Dunque, cosa ci porta a credere che nella realtà sia vero il contrario e che l’indicatore Momentum possa dare delle soddisfazioni?

Momentum e Value: due strategie a confronto

Razionalmente potrebbe essere molto più saggio e logico comprare un titolo che ha un prezzo di mercato relativamente basso (in gergo tecnico detto “a sconto”) e allo stesso tempo presenta un bilancio i cui valori fondamentali (utili, ricavi, prospettive di business) sono migliori rispetto ai propri competitors. Il mercato non è perfetto e ci possono essere casi in cui il mercato non ha ancora incorporato nel prezzo queste buone qualità. Esiste una strategia che si comporta proprio così e prende il nome di strategia Value.

Il Momentum va in una direzione opposta: non spinge a comprare quando tutti sono “tiepidi” ma proprio a comprare quando tutti comprano, partendo dalla considerazione che, anche se il prezzo di un’attività è già elevato rispetto ai fondamentali, qualcuno vorrà comunque continuare ad acquistare, sostenendo ulteriormente il prezzo. Ne consegue che c’è un rischio non trascurabile dietro alla strategia Momentum: è quello di incappare in una bolla speculativa.

Momentum e Value tra emotività e razionalità

In realtà, Value e Momentum sono, in qualche modo, “complementari”, un po’ come lo yin e lo yang: nel breve-medio termine domina il Momentum, ma quando ci si accorge che i prezzi stanno andando fuori dal perimetro del senso logico tornano in primo piano i fondamentali, ovvero quegli indicatori di bilancio che ci fanno capire che la società (o il settore) in questione possiede dei conti sani e presenta buone prospettive di crescita, in piena linea Value.

Due strategie complementari, ma diverse: possiamo dire che tanto il Momentum è emotività e “pancia” (ti ricordi del nostro articolo su psicologia e trading?) tanto il Value è ragione e “testa”. Spieghiamolo meglio con un esempio.

Momentum vs Value: un esempio

Prendiamo un titolo azionario e mettiamone a fuoco il valore fondamentale, ossia il prezzo teorico che dovrebbe avere stando ai dati di bilancio. Si tratta di un valore che può cambiare nel tempo. Il prezzo di mercato recepisce il valore fondamentale e le sue variazioni iniziando per esempio a salire, nonostante il Momentum sia ancora fiacco perché siamo in una fase in cui domina ancora l’attenzione Value ai fondamentali.

In seguito, si arriverà a un punto in cui il prezzo di mercato raggiungerà e supererà i fondamentali. E sarà allora che l’indicatore Momentum toccherà il suo picco. Poi torneranno razionalità e buon senso e i prezzi di mercato convergeranno di nuovo sul valore dei fondamentali.

Questo esempio serve a mettere a fuoco il fatto che Value e Momentum non sono altro che le facce della stessa medaglia; se nel breve termine domina il Momentum, è nel medio lungo termine ad avere la meglio la strategia Value. Tutto dipende dal nostro orizzonte temporale.

Perché il Momentum funziona

Eppure, diversi studi accademici spiegano come e perché la strategia Momentum funziona. Perché? La ragione potrebbe essere di natura comportamentale: non tutti gli investitori sono adeguatamente informati sul mercato e i prodotti e alcuni agiscono per imitazione. Vale un po’ la regola del gregge: si compra quando gli altri comprano e si vende quando gli altri vendono.

Bisogna fare attenzione: le strategie Momentum possono risolversi in una correzione brusca, innescata da shock improvvisi, e tale da produrre perdite importanti. Ragion per cui le strategie Momentum non sono adatte a tutti. Se si riesce, con la dovuta preparazione, a monitorare in modo continuo e costante il mercato e i rischi associati, allora può essere una opportunità. Ma, sempre, con la dovuta cautela.

 

di AdviseOnly