Cos’è e come si calcola il capital gain?

Cos’è e come si calcola il capital gain? #Investimenti

Che cosa sono i capital gain? E in che cosa si differenziano da plusvalenze e minusvalenze, cedole e dividendi? Iniziamo col dire che sono tutti termini utilizzati per indicare le rendite finanziarie, cioè i guadagni derivanti dall’investimento in uno strumento finanziario. Non sono però tutti sinonimi: cerchiamo di fare un po’ di chiarezza per mettere in ordine le idee. Anche perché non si tratta di distinzioni meramente formali, ma di sostanza: a seconda del tipo di rendita, infatti, può cambiare anche la relativa tassazione (va detto comunque che, ad oggi, nella maggior parte dei casi viene applicata la stessa aliquota).

Capital gain: cos’è?

Il capital gain è il guadagno derivante dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita di un determinato strumento finanziario. È anche conosciuto come plusvalenza, suo sinonimo. Quando si ha una differenza negativa tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita, si parla invece di minusvalenza, o capital loss.

Focus sul capital gain

Anche se nel linguaggio comune tende a essere associato solo ai titoli azionari, in realtà il capital gain può derivare anche dalla compravendita di altri strumenti, come valute, obbligazioni o titoli di Stato, per esempio il classico BTP.

Facciamo un esempio concreto: se acquistiamo un titolo azionario per 15 euro e lo rivendiamo a 20, otterremo un capital gain – o una plusvalenza – di 5 euro. Se invece, dopo aver acquistato a 15, rivendessimo a 12, registreremmo una minusvalenza – o capital loss – di 3 euro.

Come si calcola il capital gain?

Come abbiamo visto, il calcolo del capital gain è molto semplice. Ma se vogliamo essere ancora più precisi, oltre a ricavare il valore assoluto del capital gain, che si evince dalla differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, possiamo esprimere lo stesso valore anche in percentuale.

In questo caso, la differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto va rapportata al prezzo di acquisto:

Capital Gain (%) = (P. vendita – P. acquisto) / P. acquisto

Nel caso del nostro esempio concreto, se il valore assoluto del nostro capital gain è, come detto, 5 euro, il suo valore percentuale sarà pari al 33%:

Capital Gain (%) = (20 – 15) / 15 = 0,33

Redditi da capitale e redditi diversi

I capital gain rientrano tra quelli che vengono definiti “redditi diversi”: essi includono sia la compravendita degli strumenti finanziari sia quella di immobili, sia indennizzi sui mandati assicurativi e altri casi limitati. Sono tutti casi in cui vengono generate plus e minusvalenze compensabili.

Diverso è il caso dei redditi da capitale: Anche se il nome può facilmente trarci in inganno, in realtà, i redditi da capitale non hanno niente a che vedere con i capital gain. Sono tutti i redditi che derivano dall’impiego di capitali i quali, passivamente, danno diritto a una prestazione certa (non nell’ammontare, ma nel diritto a riceverla): dividendi azionari e cedole obbligazionarie, per esempio. Quindi gli interessi derivanti da bond e azioni, come anche quelli maturati su un conto deposito, sono “redditi da capitale”.

La tassazione delle rendite finanziarie

Fiscalmente, il capital gain è regolato dall’articolo 67 lett. c e c-quinquies del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi. L’aliquota ammonta al 26%.

Per quanto riguarda invece i redditi da capitale come cedole e dividendi, essi vengono tassati immediatamente dall’intermediario, al 12,5% (le obbligazioni governative o equiparabili) o al 26%.

A proposito di tassazione e fiscalità, può essere utile tenere a mente che i redditi da capitale non sono mai compensabili con i redditi diversi, e che per quanto riguarda la famiglia degli Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) – che include Exchange Traded Funds (ETF) e fondi comuni tradizionali – la vendita in guadagno genera redditi da capitale, mentre la vendita in perdita genera redditi diversi (quindi una minusvalenza).

 

di AdviseOnly