Come costruire un ordine da inviare in borsa

Come costruire un ordine da inviare in borsa #Trading

La costruzione di un ordine da inviare in borsa può essere sia molto semplice sia molto complessa. Semplice perché le piattaforme di trading online hanno maschere base per l’inserimento degli ordini che prevedono anche solo la compilazione dei campi “quantità” (quanti titoli, azioni o lotti vogliamo negoziare) e “prezzo” (a che prezzo li vogliamo negoziare), oltre ovviamente all’indicazione del nome o del codice ISIN del titolo e se si tratta di un’operazione di acquisto o di vendita.

La costruzione di un ordine può essere invece complessa nel momento in cui si operi su strumenti finanziari evoluti (per esempio le opzioni), si desideri attuare strategie articolate o si vogliano applicare ordini condizionati.

Cosa significa costruire un ordine

Per inviare una proposta di negoziazione bisogna sapere bene cosa si vuole fare e perché, ma soprattutto come farlo. La costruzione di un ordine, infatti, deve essere inserita all’interno di una chiara strategia operativa e di precisi obiettivi (tra cui target di prezzo) da raggiungere, identificando lo strumento finanziario adeguato a soddisfare queste esigenze in un dato periodo di tempo.

È dunque la strategia d’investimento che si deve tradurre nella costruzione di un ordine, che in pratica significa l’attenta e consapevole compilazione dei campi presenti sulla maschera ordini della nostra piattaforma.

Ma attenzione: non tutte le piattaforme offrono le stesse funzioni, quindi non è detto che sia possibile attuare le nostre strategie, specialmente se complesse, con qualunque piattaforma di qualunque broker online.

La maschera degli ordini

Si definisce maschera la finestra che si apre quando si seleziona la funzione relativa all’invio di ordini. La maschera base di solito riporta il nome e il codice del titolo selezionato, il prezzo attuale del titolo (e la differenza positiva o negativa rispetto a quanto avete eventualmente già in portafoglio), i campi prezzo e quantità, e la fase di borsa in cui immettere gli ordini.

Nelle piattaforme più sofisticate vi sono poi numerose funzioni aggiuntive: modifica e revoca degli ordini, ordini condizionati, indicazione dei margini e della leva utilizzabile, possibilità di vendere allo scoperto (short) e altro ancora. La modifica e la revoca di un ordine è possibile attraverso un apposito pulsante sulla piattaforma; nel primo caso si possono cambiare i parametri impostati e risalvare l’ordine, nel secondo viene tolto definitivamente dal mercato.

Qualora la piattaforma lo consenta, gli ordini possono essere inseriti anche dal grafico o dal trading book, cliccando sul livello di prezzo desiderato. In questo caso si potrà anche preimpostare la quantità in modo da non dover compilare la maschera ogni volta, potendo quindi inviare l’ordine anche con un solo click del mouse.

Gli ordini condizionati (stop order)

Si tratta di ordini a cui, al momento dell’invio, vengono associati una o più condizioni. Se queste ultime si verificano fanno scattare automaticamente la reazione prescelta di vendita o di acquisto. Gli stop order più noti sono lo stop loss (vendere al raggiungimento di un determinato livello di prezzo al ribasso per bloccare le perdite) e il take profit (vendere al raggiungimento di un determinato livello di prezzo al rialzo per prendere profitto e ridurre il rischio di inversione del trend).

È questo il caso più semplice di strategie con ordini condizionati: inserendo un ordine di vendita su una posizione long l’ordine viene utilizzato come stop loss per chiudere la posizione stessa, ma se viene inserito su una posizione short lo stesso ordine può aprire una posizione nuova o incrementare una posizione già esistente. Allo stesso modo, inserendo un ordine di acquisto su una posizione long si apre o si incrementa quest’ultima, su una posizione short lo si usa come stop loss.

Vi sono poi ordini dinamici (trailing stop) che scattano al raggiungimento non di un prezzo ma di una percentuale di incremento o decremento del prezzo, quindi si spostano seguendo il trend del titolo, e ordini che possono scattare avendo impostato specifiche condizioni su strumenti diversi: se l’azione X arriva a 10 euro, allora compra il future corrispondente.

Ovviamente gli ordini condizionati vengono utilizzati all’interno di strategie studiate e impostate prima di iniziare a operare, e dopo aver analizzato la situazione dei mercati. Ciò apparirà con maggior chiarezza nel verificare l’articolazione degli ordini qui sotto illustrata.

Tipologie di ordini

Come abbiamo visto all’inizio dell’articolo, se gli ordini hanno un prezzo chiaramente indicato si definiscono proposte di negoziazione e vengono anche chiamati ordini al limite o limit order; se invece non hanno un prezzo indicato oppure si definiscono applicazioni e sono indicati come ordini a mercato o al meglio e vengono eseguiti col primo prezzo disponibile sul book.

I parametri base consentiti dalle borse e che possono essere utilizzati nella costruzione degli ordini sono numerosi ma, come detto, non tutti sono supportati dalle diverse piattaforme operative. I principali sono:

  • Esegui o cancella (EOC), se non viene negoziata l’intera quantità di titoli richiesta, la parte residua viene cancellata;
  • Valido fino a cancellazione (VSC), Valido fino a data specificata (VSD) e Valido fino all’orario specificato (VSO), la quantità non negoziata resta sul mercato in base al parametro scelto;
  • Esponi al raggiungimento del prezzo (ERP), l’ordine diventa visibile solo quanto il prezzo indicato viene raggiunto;
  • Esegui comunque (ECO), solo per applicazioni (ordini al meglio, senza indicazione di prezzo);
  • Esegui quantità minima (EQM), valido per la quantità minima indicata pena la cancellazione dell’ordine;
  • Tutto o niente (TON), valido solo per la negoziazione dell’intera quantità resa disponibile, pena la cancellazione;
  • Valido solo in asta di chiusura (VAC), viene visualizzato sono in pre-asta di chiusura.

Alcuni di questi tipi di ordini possono essere anche combinati tra loro.

di Andrea Fiorini

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biancl • 12/01/2016

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