Chi sono i broker online

Chi sono i broker online #Trading

I concetti di base sui broker

Nel trading online la figura chiave che consente agli investitori (e quindi anche ai trader) di accedere alla borsa è quella che la legge definisce in linea generale “impresa d’investimento”, cioè una società autorizzata dalla legge a svolgere servizi di investimento finanziari nei confronti del pubblico. L’impresa d’investimento può essere bancaria o non bancaria e solo la prima è autorizzata ad offrire servizi appunto di tipo bancario (es. conti correnti). Gli intermediari non bancari sono le società d’investimento mobiliare (SIM), le società di gestione del risparmio (SGR) e le imprese comunitarie ed extracomunitarie con sede legale nell’UE, oltre agli intermediari previsti dall’articolo 107 del Testo Unico Finanziario (TUF, D.Lg. n. 58 del 24/2/1998).

Le banche sono soggette alla vigilanza della Banca d’Italia, gli altri intermediari a quella della Consob, ed entrambi gli enti concorrono alla vigilanza sull’andamento mercati finanziari.
Ponendosi tra il cliente finale e i circuiti borsistici, la società d’investimento è appunto un intermediario, in inglese broker. Nel caso del trading online si parla di quindi di broker online, cioè di “intermediario [finanziario] che offre servizi d’investimento attraverso strumenti telematici”.

I broker online in Italia

In Italia i broker online attivi sono di tre tipi: banche, SIM e intermediari esteri. A loro volta banche e società estere si suddividono in sottotipi. Vediamo in dettaglio le caratteristiche di ognuno.

Per il trader, il broker online bancario offre due vantaggi sostanziali: i servizi di credito e bancari connessi con l’attività tipica di questo ente e la possibilità di accedere al fondo di garanzia interbancario in caso di fallimento della banca stessa. Nel caso delle banche il fondo di garanzia copre 100.000 euro per correntista e per banca; ciò significa che se abbiamo tre conti su una stessa banca, indipendentemente dall’importo saremo rimborsati comunque fino a 100.000 euro.

  • Banche tradizionali con servizi base di trading online
    Si tratta di istituti che hanno integrato una piattaforma per la negoziazione all’interno del servizio di home banking, ma che non offrono servizi evoluti o di livello professionale (es. book profondo, marginazione, leva, piattaforme client evolute, etc.). Solitamente la piattaforma di trading è di tipo web (accessibile via Internet), dotata di funzioni sufficienti per un trader poco attivo e con accesso ai soli mercati italiani. Sempre più diffuso anche in questa categoria l’accesso attraverso apparecchi mobili, ma solo in pochi casi è anche dispositivo e non solo informativo. In questa categoria rientra la maggior parte delle 650 banche italiane.
  • Banche online non specializzate nel trading online
    Si tratta di banche che sono nate online, cioè sono emanazioni di gruppi bancari che hanno dato a vita a nuove entità operative solo online (ma in molti casi progressivamente poi allargatesi a filiali, sportelli, etc.). La loro attività è quella di banche tradizionali e il trading resta anche in questo caso marginale, più o meno con le stesse caratteristiche sopra ricordate. Si contano sulle dita di una mano.
  • Banche online specializzate nel trading online
    Non sono molte – sei o sette in tutto attive in Italia – ma offrono servizi professionali di alto livello, in grado di soddisfare le esigenze non solo del neofita ma anche dell’heavy trader e dello scalper, tipologie di trader che operano con grande frequenza e con capitali spesso ingenti. Alcune di esse non offrono nemmeno servizi bancari, ma si concentrano esclusivamente sul trading online: in questo caso si tratta però di emanazioni di banche estere che nel Paese di origine offrono anche servizi bancari.

Le SIM e il trading online 

Nel corso degli anni il numero delle SIM attive nel trading si è molto ridotto. Attualmente ve n’è una specializzata nel trading online di alto livello e altre tre o quattro che integrano un trading di medio profilo con servizi finanziari tradizionali. Il vantaggio delle SIM è quasi sempre la possibilità di avere un rapporto personalizzato trader-broker e una maggior elasticità nella trattativa sulle commissioni (a fronte di capitali cospicui). A differenza delle banche, però, fanno capo a un fondo di garanzia che copre i clienti solo fino a 20.000 euro. Fatta salva la citata SIM specializzata, in questo tipo di broker l’offerta di mercati e strumenti è di solito un po’ più limitata rispetto a quella delle banche, come pure la capacità d’innovazione e d’investimento in sviluppo tecnologico, pur offrendo spesso piattaforme derivate da applicativi professionali.

Intermediari esteri

In Italia sono autorizzati ad operare circa 100 intermediari esteri specializzati nel trading online, tutti con sede legale nell’Unione Europea; tuttavia la stragrande maggioranza di essi sono controllati da gruppi non UE ma israeliani, dell’Est Europa o di altri Paesi. Non sono SIM (definizione riservata alle società italiane) né banche. Secondo la normativa europea, avendo sede in un altro Paese UE devono solo comunicare a Consob l’intenzione di operare in Italia (“mutuo riconoscimento” o “patente europea”) e – se senza succursale – restano soggetti alla normativa del loro Paese.

  • Intermediari con succursale in Italia
    Sono una mezza dozzina, specializzati in Forex e CFD. La succursale è una filiale con sede legale in Italia, che comunica al cliente la volontà di investire nel nostro Paese e avviarvi un progetto di lunga durata. Inoltre la presenza di un ufficio fisico spesso consente ai possibili clienti di incontrare gli addetti del broker o di avere assistenza diretta in caso di necessità, oltre ché avere maggior facilità di gestione delle eventuali controversie legali. Alcuni di essi sono anche sostituti d’imposta (come tutte le banche e SIM italiane): ciò significa che il trader che opera con loro non è obbligato a compilarsi da solo la dichiarazione dei redditi relativa a plus e minusvalenze da trading.
  • Intermediari senza succursale in Italia
    Si tratta di solito di broker specializzati nel Forex e nelle opzioni binarie. Sono molte decine e in molti casi l’unica attività verso l’Italia è un sito web e non sempre in italiano perfetto, con numeri di telefono che appaiono come italiani ma che in realtà rimandano a call center esteri. Vi sono tuttavia almeno una decina di società che, operando dal loro Paese di origine, svolgono un servizio professionale radicato in Italia da molti anni e un’intensa attività formativa. In alcuni casi la banca d’appoggio dei conti di trading è italiana. Non possono essere sostituti d’imposta.

di Andrea Fiorini

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biancl • 12/01/2016

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